Comune di Belluno
Voltago Agordino
CAP: 32020 · ISTAT: 25067

- CAP
- 32020
- Codice ISTAT
- 25067
- Popolazione
- 801
- Superficie
- 23.47 km²
- Altitudine
- 858 m s.l.m.
- Provincia
- Belluno (BL)
- Regione
- Veneto
- Coordinate
- 46.2597, 11.9781
Introduzione
Immerso nel suggestivo paesaggio delle Dolomiti, Voltago Agordino è un affascinante comune italiano situato nella provincia di Belluno, in Veneto, con una popolazione di 783 abitanti. La sua storia è intrinsecamente legata a quella dell'Agordino e, più in generale, dell'intero Bellunese, rendendolo un luogo ricco di cultura e tradizioni. La prima menzione storica di Voltago risale al 1146, quando venne citato come "Vico Woltagi". Questo toponimo sembra avere origini nel personale tedesco "Walt", suggerendo quindi antiche radici e un legame con le popolazioni germaniche. Già in quel periodo, gli insediamenti di Voltago, insieme a quelli di Digoman, Miona e Frassené, erano organizzati in regole, che rappresentavano antiche istituzioni locali. Qui, i capifamiglia eleggevano un "meriga" e altri rappresentanti per governare la comunità e gestire i beni comuni, un sistema che dimostra il forte senso di comunità e di autogoverno presente tra gli abitanti. Accanto a queste istituzioni locali, il potere feudale era rappresentato dalla nobile famiglia da Voltago, che dimorava in un castello situato lungo il torrente Sarzana. Questo castello, situato di fronte a quello dei Della Valle a La Valle Agordina, costituiva un punto di sorveglianza strategico, permettendo ai due fortilizi di monitorarsi a vicenda e di sostenersi in caso di emergenze. I da Voltago, una casata di un certo rilievo, ottennero il diritto di sedere nel Consilio nobile di Agordo nel 1424, quando il Bellunese passò sotto il dominio della Serenissima Repubblica di Venezia. Durante l'epoca veneziana, Voltago fu inclusa tra le ville del Capitaniato di Agordo, che a sua volta rientrava nel più ampio contesto del Bellunese. L'attuale comune, istituito in epoca napoleonica, ha fatto parte del dipartimento della Piave e successivamente della provincia di Belluno lombardo-veneta. Con l'Unità d'Italia, Voltago ha mantenuto la sua identità storica, continuando a essere un luogo di significato per i suoi abitanti. Uno dei monumenti più significativi di Voltago è la Chiesa intitolata ai santi Vittore e Corona, considerata tra le più antiche dell'Agordino. Di essa si hanno notizie risalenti al 1388, quando venne descritta come un "bell'edificio gotico con l'abside rivolta a oriente". Questo luogo di culto non è solo un importante sito religioso, ma rappresenta anche un pezzo prezioso della storia locale, testimoniando la fede e le tradizioni che hanno plasmato la comunità nel corso dei secoli. Fino al 1964, il comune era conosciuto semplicemente come Voltago, un nome che evoca un passato ricco di storie e avvenimenti. Oggi, sotto la guida del sindaco Giuseppe Schena, eletto il 4 ottobre 2021 con una lista civica denominata "Ricominciamo insieme", Voltago Agordino continua a guardare al futuro, valorizzando le proprie radici storiche e culturali. Voltago Agordino è dunque un luogo dove il passato e il presente si intrecciano, offrendo ai visitatori non solo un panorama mozzafiato, ma anche la possibilità di immergersi in una storia affascinante e in un patrimonio culturale unico. Che si tratti di esplorare le bellezze naturali circostanti o di scoprire le tradizioni locali, questo comune rappresenta una tappa imperdibile per chi desidera conoscere il cuore autentico delle Dolomiti.
Cosa vedere a Voltago Agordino
Attrazioni e Luoghi di Interesse
Voltago Agordino offre un patrimonio storico e culturale ricco, con attrazioni che risalgono a secoli fa. Tra queste spiccano antiche chiese e monumenti che raccontano la storia del comune e della sua evoluzione nel tempo.
Chiesa di Santi Vittore e Corona
Intitolata ai santi Vittore e Corona, questa chiesa è considerata tra le più antiche dell'Agordino. Si hanno notizie di essa dal 1388, descritta come "un bell'edificio gotico con l'abside rivolta a oriente". L'attuale costruzione, innalzata tra il 1664 e il 1667, è frutto del lavoro di Antonio quondam Marco e di Pier Antonio Romeli, "mastri murari" di Fonzaso.
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Servizi utili (farmacie, banche, poste)
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