Comune di Medio Campidano
Turri
CAP: 09020 · ISTAT: 106023

- CAP
- 09020
- Codice ISTAT
- 106023
- Popolazione
- 379
- Superficie
- 9.6 km²
- Altitudine
- 164 m s.l.m.
- Provincia
- Medio Campidano (VS)
- Regione
- Sardegna
- Coordinate
- 39.7047, 8.9163
Introduzione
Benvenuti a Turri, un incantevole comune italiano di soli 377 abitanti situato nella suggestiva provincia del Medio Campidano, nella storica subregione della Marmilla. Questo piccolo gioiello sardo è avvolto da un'affascinante storia che affonda le radici nell'epoca nuragica, quando il territorio era già abitato e segnato dalla presenza di alcuni nuraghi, testimonianza di una civiltà antica e misteriosa. È probabile che anche i fenici e i punici abbiano conosciuto queste terre, rendendo Turri un crocevia di culture e influenze nel corso dei secoli. Durante il periodo medievale, Turri fece parte del Giudicato di Arborea, un'importante entità politica e culturale della Sardegna. In questo periodo, il comune si trovava all'interno della curatoria di Marmilla, un'area strategica e fertile che favorì lo sviluppo di insediamenti e attività agricole. Con la caduta del Giudicato nel 1420, Turri passò sotto il dominio aragonese, venendo incorporato nell'Incontrada di Marmilla, un feudo noto per essere stato governato dai Carroz, conti di Quirra. Nel 1603, la storia di Turri subì un ulteriore cambiamento quando entrò a far parte del Marchesato di Quirra, ora sotto il controllo dei Centelles. La signoria passò successivamente agli Osorio de la Cueva, che governarono la comunità fino all'abolizione del feudalesimo nel 1839. Con il riscatto da parte dell'ultimo feudatario, Filippo Osorio, Turri divenne un comune libero, amministrato da un sindaco e da un consiglio comunale, segnando così l'inizio di una nuova era per i suoi abitanti. Oggi, il comune di Turri è contraddistinto da un forte legame con le proprie tradizioni e con la lingua locale. La variante del sardo parlata dai suoi abitanti è il campidanese occidentale, un elemento che arricchisce ulteriormente il patrimonio culturale di questo luogo. Nel 2004, il comune ha ricevuto lo stemma e il gonfalone, concessi con decreto del presidente della Repubblica, un riconoscimento che sottolinea l'importanza storica e culturale di Turri. Attualmente, Turri è amministrato dal sindaco Martino Picchedda, in carica dal 6 giugno 2016, che ha intrapreso il suo secondo mandato dall'11 ottobre 2021. Sotto la sua guida, il comune continua a valorizzare le proprie tradizioni e il proprio patrimonio, offrendo ai visitatori un'esperienza autentica e coinvolgente. Turri è, dunque, non solo un luogo da visitare, ma un viaggio nel tempo, dove ogni pietra racconta storie di un passato ricco e variegato. Le sue tradizioni, la sua storia e la sua cultura rappresentano un tesoro da scoprire, un invito a esplorare una Sardegna autentica e affascinante. Se siete in cerca di un angolo di tranquillità e di storia, Turri è la meta ideale per un'esperienza indimenticabile.
Cosa vedere a Turri
Attrazioni e Luoghi di Interesse
Il comune di Turri offre una ricca storia che si riflette nelle sue attrazioni turistiche. Dalla presenza di antichi nuraghi, testimoni di un passato nuragico, alle influenze medievali, ogni angolo racconta una parte della sua affascinante storia.
Nuraghi
Il territorio di Turri è caratterizzato dalla presenza di alcuni nuraghi, risalenti all'epoca nuragica. Queste antiche strutture testimoniano la presenza di una civiltà che abitava la zona molto tempo fa. I nuraghi sono un elemento fondamentale della cultura sarda e offrono un'interessante opportunità di esplorazione storica.
Storia Medievale
Durante il periodo medievale, Turri apparteneva al Giudicato di Arborea e faceva parte della curatoria di Marmilla. Questo periodo è segnato da una forte influenza culturale e politica, che ha contribuito a plasmare l'identità del comune. Con la caduta del giudicato nel 1420, Turri passò sotto il dominio aragonese, un cambiamento che segnò un nuovo capitolo della sua storia.
Marchesato di Quirra
Nel 1603, Turri entrò a far parte del Marchesato di Quirra, un feudo dei Centelles. Questo passaggio di potere segnò ulteriori sviluppi nella governance locale. La signoria del comune passò poi agli Osorio de la Cueva, che mantennero il controllo fino all'abolizione del feudalesimo nel 1839, quando Turri divenne un comune libero, amministrato da un sindaco e da un consiglio comunale.
Stemma e Gonfalone
Lo stemma e il gonfalone di Turri sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica il 18 novembre 2004. Il gonfalone è un drappo di colore bianco, simbolo di purezza e libertà, che rappresenta l'identità del comune.
Attrazioni nelle vicinanze (OpenStreetMap)
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Bar, ristoranti e caffè
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