Comune di Avellino
Sorbo Serpico
CAP: 83050 · ISTAT: 64102

- CAP
- 83050
- Codice ISTAT
- 64102
- Popolazione
- 530
- Superficie
- 8.1 km²
- Altitudine
- 500 m s.l.m.
- Provincia
- Avellino (AV)
- Regione
- Campania
- Coordinate
- 40.9167, 14.8833
Introduzione
Sorbo Serpico è un affascinante comune italiano situato nella provincia di Avellino, in Campania, che conta circa 511 abitanti. Incorniciato nella pittoresca conca avellinese e adagiato nella valle del torrente Salzola, tributario di destra del fiume Sabato, questo incantevole borgo si trova ai piedi delle propaggini settentrionali dei Monti Picentini, dominato dal Monte Serpico che si erge a 807 metri di altitudine. La geografia di Sorbo Serpico è un mix di dolci declivi e terreni montagnosi: la parte occidentale del comune è caratterizzata da fertili campagne coltivate, mentre l'oriente si presenta con boschi cedui e castagneti, offrendo uno scenario naturale di rara bellezza. Questo paesaggio ricco e variegato non solo affascina gli amanti della natura, ma è anche testimone della tradizione agricola del territorio. La storia di Sorbo Serpico è avvolta in un'aura di antichità e fascino. Il primo nucleo abitativo venne fondato sul Monte Serpico, parte del perimetro difensivo della colonia romana di Avellino. La leggenda narra che il nome del comune derivi da un tempio dedicato alla divinità Serapide, un richiamo alle profonde radici storiche della zona. Un documento risalente all'anno 901 attesta che Serpico fosse un casale appartenente al centro longobardo di Conza, segno di una lunga storia di insediamenti e dominazioni. Durante il periodo normanno, Sorbo Serpico divenne un feudo dei conti di Avellino, per poi passare nelle mani di famiglie nobili come i Gesualdo, i Galeota e i Della Marra. Tuttavia, nonostante la sua importanza storica, la peste del 1656 decimò la popolazione, dando origine a un nuovo insediamento, Sorbo, più in basso rispetto all'antico nucleo. Così, il centro di Serpico cominciò a spopolarsi, mentre Sorbo divenne il nuovo cuore pulsante della comunità. La famiglia Brancaccio mantenne il feudo di Sorbo Serpico fino all'eversione della feudalità. Nel contesto del Regno delle Due Sicilie, il comune fece parte del Distretto di Avellino. Oggi, Sorbo Serpico è un luogo ricco di storia e cultura. Tra i suoi luoghi di interesse, spicca il Monte Serpico, dove sono ancora visibili i resti dell'antico castello, testimoni della sua importanza strategica nel passato. Al centro del paese, si trova la chiesa madre dei Santi Nomi di Gesù e Maria, un'imponente struttura edificata nel XVII secolo, che rappresenta una delle principali attrazioni religiose e architettoniche del comune. Con un territorio a vocazione agricola e una comunità che ha vissuto innumerevoli trasformazioni nel corso dei secoli, Sorbo Serpico è un tesoro da scoprire per chi desidera immergersi nella storia e nella cultura della Campania. Oggi, sotto la guida del sindaco Maria Teresa Fontanella, in carica dal 31 maggio 2015, il comune continua a mantenere viva la propria identità, nonostante le sfide dell'emigrazione che hanno colpito tanti comuni dell'Italia meridionale nel corso del '900. Visitarlo è un'opportunità per esplorare non solo un luogo, ma un patrimonio ricco di storie, tradizioni e paesaggi indimenticabili, un angolo di Italia che invita a essere scoperto e apprezzato.
Cosa vedere a Sorbo Serpico
Attrazioni e Luoghi di Interesse
Sorbo Serpico offre diverse attrazioni storiche e culturali, immerse in un contesto naturale affascinante. I visitatori possono esplorare antichi resti e monumenti che raccontano la storia del comune.
Monte Serpico e i Resti dell'Antico Castello
Sul Monte Serpico, tra una rigogliosa vegetazione, sono ancora visibili i resti dell'antico castello. Questo sito storico offre una vista panoramica sulla valle e rappresenta un'importante testimonianza del passato del comune.
Chiesa Madre dei Santi Nomi di Gesù e Maria
Edificata nel XVII secolo, la chiesa madre è situata al centro dell'abitato e conserva affreschi attribuiti a Francesco Solimena e Michele Ricciardi. Al suo interno si trova un altare barocco attribuito a Cosimo Fanzago, un Cristo ligneo attribuito al Venuti e un soffitto ligneo cassettonato, rendendola un importante esempio di arte sacra locale.
Palazzo dei Brancaccio
Nel centro dell'abitato si erge il palazzo secentesco appartenuto alla famiglia Brancaccio. Questo edificio storico è un simbolo della nobiltà locale e della sua influenza nel corso dei secoli.
Attrazioni nelle vicinanze (OpenStreetMap)
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Bar, ristoranti e caffè
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Servizi utili (farmacie, banche, poste)
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