Comune di Pesaro e Urbino
Sant'Angelo in Lizzola
CAP: 61020 · ISTAT: 41056

- CAP
- 61020
- Codice ISTAT
- 41056
- Popolazione
- —
- Superficie
- —
- Altitudine
- 312 m s.l.m.
- Provincia
- Pesaro e Urbino (PU)
- Regione
- Marche
- Coordinate
- 43.8270, 12.8025
Introduzione
Nel cuore delle Marche, a circa 60 km a nord-ovest di Ancona e a soli 12 km a sud-ovest di Pesaro, si trova Sant'Angelo in Lizzola, una frazione affascinante e ricca di storia, che conta circa 419 abitanti. Questa località è il capoluogo del comune di Vallefoglia, nella provincia di Pesaro e Urbino, e rappresenta un perfetto esempio di come il passato e il presente possano intrecciarsi in un contesto paesaggistico di grande bellezza. L'origine di Sant'Angelo in Lizzola risale a circa mille anni fa, quando due antichi castelli, quello di Monte Sant'Angelo e quello di Liciole (oggi Lizzola), si fusero per dare vita a questo borgo suggestivo. La sua storia si arricchisce ulteriormente nel 1389, quando il vicino borgo di Montecchio si unisce al territorio di Sant'Angelo, segnando un periodo di espansione verso il fiume Foglia durante il Medioevo. Il Quattrocento porta con sé importanti cambiamenti politici e culturali: Sant'Angelo in Lizzola entra nella sfera di influenza degli Sforza, signori di Pesaro, e successivamente segue le vicende del Ducato di Urbino. Nel 1513, il papa Giulio II cede i territori sforzeschi al duca Francesco Maria I Della Rovere, un evento che segna un nuovo capitolo nella storia del borgo. È proprio il Duca di Urbino, Francesco Maria II, a elevare Sant'Angelo in Lizzola a contea e a cederla in feudo alla prestigiosa famiglia Mamiani dal 1584. Tra i suoi cittadini illustri spicca Giovanni Branca, nato nel 1571, che è ricordato per il suo ruolo di architetto della Santa Casa di Loreto, lasciando un'impronta indelebile nella storia dell'architettura marchigiana. Geograficamente, Sant'Angelo in Lizzola si estende su un territorio di 11,8 km², confinando con i comuni di Colbordolo, Monteciccardo, Montegridolfo (RN), Montelabbate, Pesaro e Tavullia. Questo posizionamento strategico offre ai visitatori l'opportunità di esplorare un'area ricca di cultura, natura e tradizioni, dove le colline marchigiane fanno da cornice a un paesaggio incantevole. La frazione è caratterizzata da un'atmosfera tranquilla e accogliente, ideale per chi cerca una fuga dalla frenesia della vita urbana. Qui, il tempo sembra scorrere più lentamente, permettendo di apprezzare la bellezza dei piccoli dettagli, dai vicoli acciottolati alle architetture storiche che raccontano secoli di storia. Sant'Angelo in Lizzola è un luogo dove il passato si fonde armoniosamente con il presente, offrendo ai visitatori la possibilità di immergersi in un contesto culturale unico, fatto di tradizioni locali, eventi e cucina tipica marchigiana. La frazione, con la sua storia affascinante e il suo patrimonio culturale, rappresenta una tappa imperdibile per chi desidera scoprire le meraviglie delle Marche.
Cosa vedere a Sant'Angelo in Lizzola
Attrazioni e Luoghi di Interesse
Sant'Angelo in Lizzola è un comune ricco di storia e cultura, con attrazioni che risalgono a secoli fa. Tra i suoi luoghi di interesse si possono trovare resti di antichi castelli e testimonianze di importanti famiglie nobili che hanno segnato il suo sviluppo.
Castello di Sant'Angelo in Lizzola
Il castello di Sant'Angelo in Lizzola ha origini che risalgono all'anno 1000, frutto dell'unione di due castelli preesistenti: Monte Sant'Angelo e Liciole. Questo borgo medievale si sviluppò nel corso dei secoli, diventando un importante centro sotto l'influenza degli Sforza e successivamente del Ducato di Urbino.
Giovanni Branca
Giovanni Branca, nato a Sant'Angelo nel 1571, è uno dei cittadini illustri della frazione. Architetto della Santa Casa di Loreto, è noto per le sue opere significative, tra cui il consolidamento delle mura e l'edificazione della Porta Marina. Inoltre, fu pioniere nell'uso del vapore come forza motrice, un concetto che espresse nel suo trattato "Le Machine".
Famiglia Mamiani
La famiglia Mamiani ha avuto un ruolo storico importante a Sant'Angelo in Lizzola, legando il proprio nome a questo luogo a partire dal 1584, quando il Duca Francesco Maria II elevò il castello a contea e lo cedette in feudo ai Mamiani. Le loro vicende hanno segnato il territorio fino alla morte dell'ultimo rappresentante della famiglia, Terenzio Mamiani, nel 1885.
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