Comune di Matera
San Giorgio Lucano
CAP: 75027 · ISTAT: 77025
- CAP
- 75027
- Codice ISTAT
- 77025
- Popolazione
- 1051
- Superficie
- 39.26 km²
- Altitudine
- 416 m s.l.m.
- Provincia
- Matera (MT)
- Regione
- Basilicata
- Coordinate
- 40.1167, 16.3833
Introduzione
San Giorgio Lucano, un incantevole comune italiano di appena 995 abitanti, si erge fiero su un colle che domina la suggestiva valle del Sarmento, un affluente del fiume Sinni. Situato a 416 metri sul livello del mare, questo affascinante borgo è collocato nell'estrema parte sud-occidentale della provincia di Matera, al confine con le province di Potenza e Cosenza. Il suo territorio è immerso nel Parco Nazionale del Pollino, un'oasi di biodiversità che offre panorami mozzafiato e la possibilità di esplorare un ambiente naturale incontaminato. San Giorgio Lucano è circondato da una rete di comuni che ne arricchiscono il contesto: a nord, si trova Valsinni, a est Oriolo e Nocara, a sud Cersosimo e a ovest Noepoli e Senise. Questa posizione strategica lo colloca al centro di un'area ricca di storia e cultura, evidenziando le interconnessioni tra i vari territori. È parte della comunità montana Basso Sinni, unione di forze e tradizioni che rende questo luogo ancora più speciale. L'origine del nome di San Giorgio Lucano è affascinante e affonda le radici nella figura dell'eroe albanese Giorgio Castriota Scanderbeg. Fondato nel 1534 da immigrati albanesi, il paese nacque come rifugio da un'occupazione musulmana che minacciava la loro patria. Gli albanesi, in cerca di un nuovo inizio, colonizzarono questo territorio, inizialmente chiamato Minullo o Minnuglio, un nome che rifletteva la sua piccola dimensione, come dimostrato dalla tassazione che nel 1595 registrava solo 2 fuochi. Durante il periodo feudale, San Giorgio Lucano divenne parte dello Stato di Noia, l'attuale Noepoli. Con l'inizio del Seicento, il principe di Noia, Pignatelli, incentivò la colonizzazione agricola del territorio, spingendo gli albanesi a lasciare il casale di San Giorgio e dando l'opportunità ai coloni dei paesi vicini di coltivare queste terre fertile. Questo passaggio segnò l'inizio di una nuova era per il comune, che iniziò a prosperare. Oggi, San Giorgio Lucano si distingue non solo per la sua storia, ma anche per le sue tradizioni artigianali, che affondano le radici nella cultura contadina e pastorale. Le attività locali, in particolare la lavorazione del legno, rappresentano un legame profondo con il territorio e le sue risorse, dando vita a prodotti unici che raccontano storie di passione e dedizione. Sotto la guida del sindaco Giuseppe Antonio Domenico Esposito, in carica dal 22 settembre 2020, la comunità di San Giorgio Lucano continua a valorizzare la propria identità storica e culturale, mirando a un futuro che preservi le tradizioni e promuova lo sviluppo sostenibile. Questo piccolo comune, con il suo fascino autentico e la sua ricca eredità, invita tutti a scoprire le meraviglie del Pollino e a immergersi nella storia di un luogo che, nonostante le sue dimensioni contenute, offre un'esperienza straordinaria e indimenticabile.
Cosa vedere a San Giorgio Lucano
Attrazioni e Luoghi di Interesse
San Giorgio Lucano, situato nel cuore del Parco nazionale del Pollino, offre ai visitatori un affascinante mix di storia e natura. Le sue origini albanesi e le tradizioni locali rendono questo comune un luogo unico da esplorare.
Origine del Nome
Il nome "San Giorgio Lucano" deriva dall'eroe albanese Giorgio Castriota Scanderbeg. Il paese fu fondato nel 1534 da immigrati albanesi che fuggirono dall'occupazione musulmana della loro patria, inizialmente chiamando il luogo Minullo o Minnuglio.
Storia Feudale
In epoca feudale, San Giorgio Lucano divenne feudo dello Stato di Noia, attuale Noepoli. A partire dal Seicento, il principe di Noia Pignatelli incentivò la colonizzazione agricola, favorendo la coltivazione dei terreni da parte dei coloni provenienti dai paesi vicini, a discapito degli albanesi residenti.
Comune Autonomo
Dal 1810, San Giorgio Lucano è un comune autonomo. Nel 1863, per distinguerlo da altri comuni con lo stesso nome, fu aggiunta la specificazione "Lucano".
Periodo Fascista
Durante il periodo fascista, il comune fu utilizzato per confinare personalità contrarie al regime, tra cui Camilla Ravera. Tra il 1940 e il 1943, vi furono confinati anche quattro profughi ebrei, liberati con l'arrivo dell'esercito alleato nel settembre 1943.
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Bar, ristoranti e caffè
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