Comune di Trento
Faver
CAP: 38030 · ISTAT: 22082

- CAP
- 38030
- Codice ISTAT
- 22082
- Popolazione
- 849
- Superficie
- 9.43 km²
- Altitudine
- 672 m s.l.m.
- Provincia
- Trento (TN)
- Regione
- Trentino-Alto Adige
- Coordinate
- 46.1833, 11.2333
Introduzione
Faver, conosciuta nel dialetto cembrano come Fàver o Fàoro, è una suggestiva frazione del comune di Altavalle, situata nella provincia di Trento e immersa nel cuore della regione Trentino-Alto Adige. Con una popolazione di 849 abitanti, questo incantevole villaggio è rinomato per la sua pregiata produzione vinicola, che si sposa alla perfezione con il clima mite e le tradizioni locali. Faver ha una storia affascinante che merita di essere raccontata. Fino al 1º gennaio 2016, Faver era un comune autonomo, ma in quel giorno si è unita a Grauno, Grumes e Valda per formare il nuovo comune di Altavalle. Questa fusione ha segnato un nuovo capitolo nella storia del paese, che continua a mantenere vive le sue tradizioni e la sua identità culturale. Tradizionalmente, il villaggio è suddiviso in due rioni distinti: Còrt e Vich. Ogni rione è caratterizzato da una piazza e una fontana, elementi che ne definiscono l’identità. I due rioni erano storicamente separati da una frona, che costituiva anche il confine di giurisdizione. Vich era sotto l’amministrazione dei signori del Castello di Segonzano, mentre Cort era governata dai signori di Monreale (Königsberg). Questa divisione ha alimentato una ricca storia di rivalità e cooperazione tra le comunità locali. La storia di Faver è segnata anche da eventi drammatici, come i gravi danni subiti durante le guerre napoleoniche, che hanno ispirato numerosi racconti popolari e leggende locali. Nel 1918, un episodio significativo della Prima Guerra Mondiale vide una colonna italiana posizionare mitragliatrici al Crocifisso di Costor, sulla strada cembrana, contribuendo così alla resa delle truppe austriache. Negli anni successivi, Faver ha visto la nascita del Partito Socialista Italiano, che nel 1922 ottenne una significativa vittoria alle elezioni comunali. Anche durante la Seconda Guerra Mondiale, la strada di Cembra fu percorsa dalle truppe tedesche in ritirata, lasciando un segno indelebile nella memoria collettiva del paese. Tuttavia, è solo nel secondo dopoguerra che Faver ha vissuto un’importante evoluzione edilizia ed economica, contribuendo a plasmare il volto contemporaneo del villaggio. Il suo stemma, approvato dalla Giunta provinciale nel 1984, è un simbolo della storia e dell’identità di questa comunità, così come il gonfalone, riconosciuto nel 1987. Oltre alla sua storia, Faver è famosa per le sue tradizioni enologiche. La zona è un importante centro vitivinicolo, dove si producono vini di alta qualità che riflettono il terroir unico di questa regione montuosa. Accanto alla viticoltura, l’economia locale si basa anche sul commercio ortofrutticolo e sull’artigianato. Fino agli anni trenta del Novecento, l’industria del baco da seta ha rappresentato una fonte di sostentamento per molte famiglie, testimoniando la diversità economica di Faver. Tra i luoghi d’interesse, spicca la Val dei Pozzi, dove si trovano le affascinanti cave del M. Vallaccia. Qui, un tempo, era presente un tabernacolo di pietra arenaria, noto come l'òm selvàdech, legato a un essere leggendario che si diceva abitasse la foresta circostante. Questo luogo incantato è solo uno dei tanti tesori che Faver ha da offrire a chi desidera immergersi nella sua cultura e nella sua storia. Faver rappresenta, dunque, un microcosmo di tradizioni, storia e bellezze naturali, un angolo di Trentino che merita di essere scoperto e apprezzato. Che siate appassionati di storia, amanti della natura o semplicemente in cerca di un luogo dove rilassarvi e degustare ottimi vini, Faver è il posto ideale per un'esperienza autentica e indimenticabile.
Cosa vedere a Faver
Attrazioni e Luoghi di Interesse
Faver è un incantevole villaggio cembrano, noto per la sua produzione vinicola e la sua storia ricca di eventi significativi. Le sue attrazioni principali offrono uno spaccato della cultura e della tradizione locale, rendendo il paese un luogo affascinante da visitare.
Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo
La chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, consacrata nel 1116, è stata ricostruita nel 1462 e ha subito numerosi ampliamenti nel corso dei secoli. Dopo essere stata distrutta dai Francesi, è stata ricostruita tra il 1853 e il 1854 da G. Giacomelli. Il campanile, alto 56 metri, è udibile in tutta la Val di Cembra e fu completato nel 1864. All'interno, la chiesa è decorata con stucchi simbolici e opere di un pittore ottocentesco di Predazzo.
Cave del M. Vallaccia
Le cave del M. Vallaccia, situate nella Val dei Pozzi, sono un luogo particolarmente curioso per la presenza di un tabernacolo di pietra arenaria, noto come l'òm selvàdech. Questa figura leggendaria, che si dice abitasse la foresta, scomparve dopo la benedizione del vescovo di Trento, arricchendo la tradizione popolare del luogo.
Attrazioni nelle vicinanze (OpenStreetMap)
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Bar, ristoranti e caffè
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- Il Quadrifogliorestaurant
- Bar Ezzobar
- Albergo Dolomitirestaurant
Servizi utili (farmacie, banche, poste)
- Guardia Medicahospital
- Carabinieripolice
- Piazza Marconiparking
Attività sportive e ricreative
- Falesia dry-toolingsport climbing
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