Comune di Gorizia
Dolegna del Collio
CAP: 34070 · ISTAT: 31004

- CAP
- 34070
- Codice ISTAT
- 31004
- Popolazione
- 306
- Superficie
- 12.88 km²
- Altitudine
- 90 m s.l.m.
- Provincia
- Gorizia (GO)
- Regione
- Friuli-Venezia Giulia
- Coordinate
- 46.0333, 13.4833
Introduzione
Dolegna del Collio, un incantevole comune italiano situato nel cuore del Friuli-Venezia Giulia, è un luogo dove la storia e la cultura si intrecciano in un affascinante mosaico. Con una popolazione di soli 289 abitanti, questo pittoresco borgo è un esempio di come la tradizione e la modernità possano convivere in armonia. Il nome Dolegna del Collio è in realtà il risultato di un'evoluzione storica che attraversa il tempo: nel 1920, al termine della Prima Guerra Mondiale, Dolegna è entrata a far parte del Regno d'Italia. Tre anni dopo, nel 1923, ha assunto la denominazione che oggi conosciamo, mentre nel 1928 ha integrato il comune di Cosbana del Collio, ampliando così il suo territorio. Tuttavia, la storia di Dolegna non è priva di eventi significativi: nel 1947, a seguito del trattato di Parigi, gran parte dell'ex territorio comunale di Cosbana, insieme a frazioni del comune di Dolegna, è stata ceduta alla Jugoslavia; queste aree sono ora parte della Slovenia, nel comune di Collio (Brda). Un elemento distintivo di Dolegna del Collio è il suo stemma, concesso con regio decreto nel 1938, che ha subito una modifica nel 1983 a causa della mutata situazione territoriale. La penna d'oca presente nello stemma è un omaggio al poeta Pietro Zorutti, nato nel 1792 proprio a Dolegna del Collio, un segno della cultura letteraria che affonda le radici in questo luogo. Il gonfalone, inizialmente un drappo di rosso e azzurro, ha visto un cambiamento nel design, passando a un elegante drappo di bianco nel 1983. La storia architettonica di Dolegna è altrettanto affascinante. Già nel XVIII secolo, il paese ospitava una cappella, la quale fu ristrutturata nel 1840. Tuttavia, durante la Prima Guerra Mondiale, l'edificio fu utilizzato per scopi militari e, negli anni Venti, venne demolito per fare spazio all'attuale chiesa parrocchiale, costruita nel 1927. Questo passaggio testimonia come il comune abbia saputo adattarsi alle sfide del tempo, mantenendo vivo il suo patrimonio culturale. A Dolegna del Collio, la lingua italiana convive con il friulano, arricchendo il tessuto sociale e culturale del comune. Questo bilinguismo è stato ufficialmente riconosciuto, come evidenziato dalla deliberazione n. 2680 del 3 agosto 2001 della Giunta della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, sottolineando l'importanza della lingua e delle tradizioni locali. Attualmente, Dolegna del Collio è amministrata dal sindaco Carlo Comis, in carica dal 27 maggio 2019, che ha intrapreso un secondo mandato dal 9 giugno 2024. La sua leadership è fondamentale per continuare a valorizzare le risorse e le bellezze di questo comune, promuovendo al contempo un dialogo attivo con i cittadini e preservando l’identità storica di Dolegna. In conclusione, Dolegna del Collio è un luogo dove la storia si intreccia con la vita quotidiana, dove ogni angolo racconta una storia e ogni tradizione è un legame con il passato. Che tu sia un amante della storia, della natura o della cultura, questo comune del Friuli-Venezia Giulia ti accoglierà con il suo fascino autentico, invitandoti a scoprire le sue meraviglie e a immergerti in un'atmosfera unica.
Cosa vedere a Dolegna del Collio
Attrazioni e Luoghi di Interesse
Dolegna del Collio offre ai visitatori una combinazione di storia e cultura, con monumenti che raccontano il passato della zona. Tra le principali attrazioni si trovano un'importante chiesa parrocchiale e un castello con una storia affascinante.
Cappella di Dolegna
Già nel XVIII secolo esisteva una cappella a Dolegna, che fu rifatta nel 1840. Questo edificio ha avuto un utilizzo militare durante la prima guerra mondiale ed è stato demolito negli anni Venti per far spazio all'attuale chiesa parrocchiale, costruita nel 1927.
Castello di Dolegna
Situato in posizione strategica su una collina a guardia del fiume Judrio, il castello è menzionato per la prima volta nel 1257. Subì vari assedi e cambi di proprietà nel corso dei secoli, passando dai signori di Fratta agli Zuccola di Spilimbergo, che lo possedettero fino al 1869.
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Bar, ristoranti e caffè
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Servizi utili (farmacie, banche, poste)
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