Comune di Cuneo
Camo
CAP: 12050 · ISTAT: 4036

- CAP
- 12050
- Codice ISTAT
- 4036
- Popolazione
- 189
- Superficie
- 3.61 km²
- Altitudine
- 471 m s.l.m.
- Provincia
- Cuneo (CN)
- Regione
- Piemonte
- Coordinate
- 44.7000, 8.2000
Introduzione
Camo, un incantevole angolo del Piemonte, è una frazione del comune di Santo Stefano Belbo, situata nella provincia di Cuneo. Con una storia affascinante e un paesaggio mozzafiato, questo pittoresco borgo, che un tempo era un comune autonomo, è stato incorporato nel comune di Santo Stefano Belbo il 1º gennaio 2019. Adagiato a 485 metri di altitudine, Camo si estende su una superficie di 3600 ettari, abbracciando la dorsale di un colle che si erge con orgoglio sulla valle del torrente Belbo. La sua posizione privilegiata offre panorami spettacolari e, nelle giornate di cielo sereno, dal piazzale della parrocchia è possibile ammirare gran parte della valle e l'imponente arco alpino che fa da cornice a questo incantevole luogo. Il paese si presenta con un caratteristico raggruppamento di case che si affacciano sulla chiesa e sul campanile, creando un'atmosfera di comunità affiatata. Il palazzo municipale, anch'esso situato su un colle, domina dall'alto l'intero abitato, regalando un senso di sicurezza e appartenenza ai suoi abitanti. Camo è profondamente legato alla tradizione vitivinicola della regione, con la coltivazione della vite che ne segna il paesaggio. Questo legame con la terra e il vino ha radici storiche, risalenti a un passato in cui il borgo era sotto il dominio di nobili famiglie e signorie. Infatti, Camo fu concesso nel 1001 da Ottone III a Olderico Manfredi, segnando l'inizio di una lunga storia di appartenenza a diverse entità politiche. Successivamente, il paese passò sotto il controllo di Asti e, dal 1324 al 1631, dei Marchesi del Monferrato, i quali esercitarono la loro giurisdizione sul territorio. Un elemento di grande fascino è rappresentato dal castello che un tempo sorgeva nel paese, affittato da Belligerio di Busca a Elisabetta, figlia di Pietro del Carretto. Questo fatto evidenzia le complesse dinamiche feudali e le pretese delle famiglie nobili, come i del Carretto, che giocarono un ruolo cruciale nella storia delle Langhe. Camo fu anche feudo di altre illustri famiglie, tra cui i Gambarana, i Beccaria, gli Incisa e i de Rege, testimoniando un passato ricco di eventi storici e culturali. Oggi, la comunità di Camo continua a vivere mantenendo vive le tradizioni e la cultura locale, facendo di questo borgo un luogo affascinante per chi desidera esplorare la bellezza autentica del Piemonte. Con il suo patrimonio storico, il paesaggio naturale e il calore della sua gente, Camo rappresenta una tappa imperdibile per chi viaggia alla scoperta delle meraviglie italiane.
Cosa vedere a Camo
Attrazioni e Luoghi di Interesse
Camo, frazione del comune di Santo Stefano Belbo, offre un patrimonio storico e culturale ricco. Tra i suoi punti di interesse spiccano la chiesa e il campanile, oltre al palazzo municipale, che raccontano la storia affascinante di questo antico comune.
Chiesa e Campanile
La chiesa di Camo, insieme al suo campanile, si erge su un piccolo colle e rappresenta un punto di riferimento per il paese. Questi edifici non solo offrono un'importante funzione religiosa, ma sono anche simboli della storia e della comunità locale.
Palazzo Municipale
Il palazzo municipale è un altro importante luogo di interesse a Camo. Situato nella stessa area della chiesa, questo edificio testimonia la storia amministrativa della frazione e la sua evoluzione nel corso dei secoli.
Castello di Camo
Un tempo, Camo ospitava un castello che era parte delle ragioni signorili di Belligerio di Busca. Questo castello era un simbolo del potere feudale nella regione e rifletteva le complessità delle relazioni tra le famiglie nobili, come i del Carretto, che avevano pretese su queste terre.
Storia e Famiglie Nobili
Camo ha una storia ricca, essendo stata sotto il dominio di diverse famiglie nobili, tra cui i Marchesi del Monferrato, che esercitarono la loro giurisdizione sul paese dal 1324 al 1631. Questo passato nobiliare ha lasciato un'impronta indelebile sulla cultura e sull'architettura del luogo.
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