Comune di Cuneo
Brossasco
CAP: 12020 · ISTAT: 4033

- CAP
- 12020
- Codice ISTAT
- 4033
- Popolazione
- 993
- Superficie
- 28.06 km²
- Altitudine
- 606 m s.l.m.
- Provincia
- Cuneo (CN)
- Regione
- Piemonte
- Coordinate
- 44.5697, 7.3611
Introduzione
Brossasco, un incantevole comune situato nella provincia di Cuneo, in Piemonte, accoglie i suoi visitatori con una storia ricca e un paesaggio affascinante. Con una popolazione di 984 abitanti, questo pittoresco borgo si trova a 606 metri sul livello del mare, nella bassa Valle Varaita, precisamente alla confluenza del torrente Gilba nel fiume Varaita. La sua felice posizione geografica, immersa in un ambiente soleggiato e fertile, ha reso Brossasco un luogo ideale per gli insediamenti umani fin dai tempi antichi, presumibilmente già in epoca pre-romana. Il territorio di Brossasco, come l'intera Valle Varaita, fu originariamente abitato da popolazioni celto-liguri, le quali, a partire dal II secolo a.C., iniziarono a essere romanizzate. Questa fusione culturale ha lasciato un'impronta duratura nella storia del comune, che si è evoluto attraverso secoli di dominazioni e cambiamenti. A partire dal V secolo, il Piemonte sud-occidentale subì incursioni da parte di popolazioni barbariche, che portarono alla creazione di domini stabili, come quelli degli Ostrogoti, dei Longobardi e dei Franchi. Con la fondazione del Sacro Romano Impero nell'800 d.C., il territorio piemontese venne suddiviso in contadi, segnando un'importante fase della sua storia. Nel corso del IX secolo, il sud Piemonte fu invaso dai Saraceni, che, partendo dalla baia di La Garde Freinet, vicino a Nizza, compirono scorrerie che li portarono anche in Valle Varaita. La cacciata definitiva dei Saraceni avvenne tra il 970 e il 973, ma la loro presenza ha lasciato tracce indelebili, visibili soprattutto nella toponomastica e in alcune tradizioni locali. La comunità di Brossasco, con un’anima storica e culturale vibrante, è anche un luogo di incontro e integrazione. Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2017, la popolazione include 53 cittadini stranieri, che arricchiscono il tessuto sociale del comune con le loro diverse culture e tradizioni. Il sindaco, Paolo Amorisco, in carica dal 2 giugno 2017, rappresenta oggi la voce di una comunità che guarda al futuro, mantenendo viva la memoria delle proprie radici storiche. Visitare Brossasco significa non solo immergersi in un paesaggio naturale mozzafiato, ma anche scoprire un luogo dove la storia e la cultura si intrecciano in un ricco arazzo di tradizioni. Le sue antiche strade e i panorami suggestivi offrono un'esperienza autentica a tutti coloro che desiderano esplorare il Piemonte più genuino, lontano dai più noti circuiti turistici. Che si tratti di passeggiate tra le valli, di esplorazioni storiche o semplicemente di godere della calorosa ospitalità dei suoi abitanti, Brossasco promette di lasciare un segno indelebile nel cuore di chi lo visita.
Cosa vedere a Brossasco
Attrazioni e Luoghi di Interesse
Brossasco è un comune ricco di storia e cultura, situato nella suggestiva Valle Varaita. Le sue attrazioni principali riflettono una profonda eredità storica, risalente a insediamenti umani già in epoca pre romana.
Territorio e Storia Antica
Il territorio comunale di Brossasco è stato abitato in origine da popolazioni celto-liguri, romanizzate a partire dal II secolo a.C. La posizione strategica, alla confluenza tra il torrente Varaita e il torrente Gilba, ha reso il comune un luogo favorevole all'agricoltura e all'insediamento umano. Questo fattore ha contribuito alla crescita del comune nel corso dei secoli.
Influenze Barbariche
A partire dal V secolo, il Piemonte sud-occidentale, incluso il territorio di Brossasco, subì incursioni da parte di popolazioni barbariche. Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente nel 476 d.C., si stabilirono dominazioni come gli Ostrogoti, i Longobardi e i Franchi. Questi eventi storici hanno lasciato un'impronta duratura sulla cultura locale.
Presenza Saracena
All'inizio del 900, i Saraceni invasero i territori del sud Piemonte, inclusa la Valle Varaita. La loro presenza, che durò fino alla definitiva cacciata tra il 970 e il 973, ha influenzato la toponomastica e le tradizioni locali, come il richiamo alle “Baìe” che evocano il ricordo del loro dominio.
Documenti Storici
Un importante documento storico è l'atto di concessione dell'imperatore Ottone III nel 998 al vescovo Amizzone di Torino, che rappresenta una delle prime menzioni della Valle Varaita, sottolineando l'importanza storica del territorio.
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